M. GICHIN FANAKOSHI


IL PADRE
DEL
KARATE
MODERNO





LA VIA
DEL
KARATE




STILE
SHOTOKAN
Tradizionale

Gichin Funakoshi (1868-1957) è considerato il “padre del karate moderno”. Originario di Okinawa, l’isola dove quest’arte marziale si è sviluppata, egli ne studiò a fondo i vari stili (in particolare lo Shorin-ryu) sotto la guida di maestri come Ankō Asato e Ankō Itosu.
​Nel 1922, Funakoshi fu il primo a portare il karate da Okinawa in Giappone, presentandolo al grande pubblico a Tokyo. Il suo obiettivo era diffondere l’arte non solo come tecnica di combattimento, ma come una vera e propria “Via” (in giapponese, dō), un percorso di crescita etica e spirituale. Per questo, ribattezzò l’arte da Tode o Te (mano cinese) a Karate-dō (la via della mano vuota).
​Nel 1938, i suoi allievi raccolsero i fondi necessari per costruire il primo dojo (palestra) ufficiale per il suo insegnamento. Decisero di chiamarlo “Shotokan”, che significa “la casa di Shoto”. “Shoto” era lo pseudonimo che Funakoshi usava per firmare le sue poesie e calligrafie, e si traduce con “fruscio dei pini”, in riferimento al suono del vento che sentiva quando meditava.
​Dopo la Seconda Guerra Mondiale, in cui il dojo Shotokan fu distrutto, alcuni dei suoi allievi più fedeli, tra cui il figlio Yoshitaka, si riunirono per ricostruire la scuola. Nel 1949 fondarono la Japan Karate Association (JKA), con Gichin Funakoshi come capo onorario.
​Il karate Shotokan si distingue per i suoi movimenti potenti e lineari, con posizioni basse e stabili. Tuttavia, l’eredità più importante di Funakoshi è la sua filosofia, riassunta nel famoso principio “Karate ni sente nashi” (Nel karate non c’è primo attacco), che sottolinea l’importanza della difesa e del carattere morale sulla mera forza fisica.